PER FRANCESCO SORELLA È LA MORTE. UNA PROVOCAZIONE ALLA VITA : SI APRE IL CONVEGNO

PER FRANCESCO SORELLA È LA MORTE. UNA PROVOCAZIONE ALLA VITA : SI APRE IL CONVEGNO

Infirmitate, tribolazione e morte tra fede, ragione e cura. Inizia ad Assisi il convegno in un percorso di dialogo e nostalgia francescana

Si è aperto alla Domus Pacis di Assisi il Convegno Nazionale “Per Francesco sorella è la morte. Una provocazione alla vita”, uno degli appuntamenti più rilevanti nel calendario dell’Ottavo Centenario del Transito di San Francesco d’Assisi.

Siamo di fronte a un passaggio significativo e necessario, nel modo in cui il nostro tempo è chiamato a interrogarsi sul senso del vivere e del morire. In un’epoca che tende a rimuovere la morte o a banalizzarla, Assisi sceglie invece di sostarvi dentro, con rigore e responsabilità.

L’apertura ufficiale del convegno “Sorella Morte”, promosso dalla Provincia Serafica di Umbria e Sardegna con il patrocinio del Comitato Nazionale Centenari Francescani e dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI, è stata affidata al Cantico delle Creature, letto da Fra Gianluca Busonera, uno dei responsabili organizzatori del Convegno. A Gianni Cervellera, esperto di formazione in sanità e coordinatore del Convegno, il compito di sottolineare come San Francesco abbia trasformato la paura della morte in accoglienza, citando Chesterton: “Le stelle… videro un uomo felice” e ricordando che il Santo chiamò la morte “Sorella Morte”. Ha proseguito riflettendo sulla possibilità di scoprire la benedizione nella fragilità, richiamando le parole di Papa Francesco: “Avverto nel cuore la benedizione che si nasconde dentro la fragilità”.

Fra Francesco Piloni, Ministro Provinciale, ha spiegato l’intento del convegno: riflettere seriamente sul limite e sulla fragilità della vita attraverso tre parole chiave del Cantico: infirmitate, tribolazione e morte. Il Ministro ha osservato come oggi la morte sia spesso vissuta in privato e in solitudine, e ha sottolineato l’importanza di risignificare questi termini, aprendo il dialogo a medici, psicologi, operatori sanitari e istituzioni.

Riferendosi la lettera enciclica di Giovanni Paolo II Fides et Ratio (1988) ha ricordato che fede e ragione sono come due ali di una colomba: entrambe necessarie per comprendere la verità. Ha evidenziato come la scienza, la fede e la cura siano strumenti complementari per affrontare la sofferenza, la malattia e la morte, cercando una verità luminosa che si ispira alla vita di Francesco, capace di suscitare una nostalgia delle nostre origini e dei valori autentici. Ha concluso invitando i partecipanti a vivere il convegno come un tempo di riflessione, con coraggio e attenzione, cercando la verità attraverso fede, ragione e cura.

Don Massimo Angelelli – direttore Ufficio pastorale della salute CEI  – ha ricordato la necessità di riportare la morte al suo significato naturale: “Abbiamo smesso di pensare la morte come un evento naturale… la morte non c’è, semplicemente non c’è, c’è la vita finché c’è la vita e poi c’è il decesso”. Angelelli ha sottolineato la centralità del fine vita terrena nella vita cristiana e l’importanza di un linguaggio che accompagni la vita fino alla sua conclusione. Il professor Massimo Antonelli, anestesista e rianimatore, ha evidenziato il ruolo quotidiano della morte nella professione medica e l’importanza di un approccio empatico: “La morte per noi rianimatori è un evento quotidiano… frequentiamo la dimensione che cerca di essere empatica nei confronti di chi sopravvive a un amato o congiunto”. Infine, l’onorevole Alessandra Locatelli, Ministro per le Disabilità, e Carlo Deodato, Presidente di sezione del Consiglio di Stato, hanno portato i loro saluti sottolineando il valore della vita, delle istituzioni e della cura delle persone, con l’invito a riconoscere in ciascuno le potenzialità oltre i limiti: “Dobbiamo vedere in ogni persona che abbiamo vicino le potenzialità e non i limiti… un diritto importante che a volte non viene tanto citato, quello di essere felici”.

A seguire, la serata inaugurale continua con il Cantico delle Creature, nella composizione musicale di Domenico Stella, eseguito dalla Corale Porziuncola, e la Lectio francescana di Katia Roncalli, dedicata a una domanda tanto semplice quanto radicale: si può morire restando umani? Un interrogativo che attraversa non solo la teologia, ma la pratica quotidiana della cura, dell’accompagnamento e della responsabilità condivisa.

Da domani, il lavoro entrerà nel vivo con i quattro panel tematici che strutturano l’intero percorso. Un impianto solido, che tiene insieme riflessione teorica ed esperienza concreta, moderato da figure di riferimento come fra Fabio Nardelli e la giornalista di Avvenire Viviana D’Aloisio.

FONTE : https://assisiofm.it/sorella-morte-si-apre-il-convegno/