FRANCESCO E L’ECONOMIA – UN’ECONOMIA CHE SERVE L’UOMO: ATTUALITÀ DEL PENSIERO FRANCESCANO

FRANCESCO E L’ECONOMIA – UN’ECONOMIA CHE SERVE L’UOMO: ATTUALITÀ DEL PENSIERO FRANCESCANO

Tra denaro e fraternità: si è concluso alla Domus Pacis il quarto incontro della Rassegna Francesco ha gli occhi tuoi

Continua il successo della rassegna “Francesco ha gli occhi tuoi”. Si è appena concluso, presso la Domus Pacis, il quarto appuntamento dal titolo “Francesco e l’economia”, che ha offerto un pomeriggio di grande spessore culturale e umano, confermando quanto il messaggio francescano sappia ancora oggi interrogare in profondità il nostro tempo.

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L’incontro di sabato 11 aprile ha affrontato uno dei paradossi più affascinanti della storia francescana: il rapporto tra Francesco d’Assisi e l’economia. Come può colui che ha scelto la povertà radicale diventare, attraverso i suoi frati, un punto di riferimento per concetti come il bene comune e la circolazione del denaro? A partire da questa domanda, il dialogo si è sviluppato intrecciando prospettive storiche e riflessioni contemporanee.

Protagonisti dell’incontro sono stati Paolo Evangelisti del Centro Interdipartimentale Studi Monetari ed Economici dell’Università di Trieste e Elena Beccalli, Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, chiamata a offrire una lettura attualizzante dei temi emersi. A moderare il dialogo è stato Fra Marco Asselle, che ha guidato con equilibrio e profondità il confronto.

Nel corso del pomeriggio è emerso come il pensiero francescano abbia avuto un ruolo decisivo nel trasformare l’idea stessa di economia: dalla rivalutazione della figura del mercante nel Medioevo fino alla nascita dei Monti di Pietà, i frati hanno contribuito a promuovere un modello economico fondato sulla fiducia, sulla responsabilità e sull’investimento socialmente produttivo, opponendosi alla logica sterile dell’accumulo.

Fra Marco Asselle ha introdotto l’incontro mettendo subito a fuoco il nodo centrale del confronto: il solo apparente paradosso tra Francesco e l’economia. Ha ricordato come il santo di Assisi, pur avendo scelto la povertà radicale e una netta distanza dal denaro, abbia aperto attraverso la sua esperienza e quella dei suoi frati una riflessione nuova sull’uso dei beni, sul valore delle relazioni e sulla circolazione della ricchezza. Richiamando immagini molto efficaci, come l’abbraccio al lebbroso e l’attenzione di Francesco per ciò che il mondo considera “senza valore”, Asselle ha mostrato come lo sguardo francescano sappia riconoscere dignità, utilità e bene anche dove una logica puramente economica vedrebbe solo scarto o improduttività.

Il Prof. Paolo Evangelisti ha ripreso questo spunto spiegando che proprio la scelta francescana di non possedere ha consentito ai frati, già nel Medioevo, di comprendere in profondità i meccanismi economici e finanziari. Ha evidenziato come la riflessione francescana abbia valorizzato il ruolo del buon mercante, distinto nettamente dall’usuraio: il primo faceva vivere il denaro, rimettendolo in circolazione a beneficio della comunità, mentre il secondo lo bloccava in una logica sterile di accumulo. In questo quadro, Evangelisti ha insistito soprattutto sul tema della fiducia, considerata un vero capitale immateriale indispensabile per gli scambi, per il credito e per la vita economica. Ha poi ricordato l’esperienza dei Monti di Pietà come esempio concreto di una finanza di prossimità, pensata per sostenere chi viveva una difficoltà temporanea e per contrastare l’esclusione economica.

La Prof.ssa Elena Beccalli ha attualizzato queste riflessioni leggendo criticamente il paradigma economico contemporaneo, spesso segnato da individualismo, tecnocrazia e autoreferenzialità della finanza. Ha osservato che oggi uno degli errori più gravi consiste nello scambiare i mezzi con i fini: la finanza, nata per servire l’economia reale e quindi la persona, rischia di diventare fine a se stessa. Per questo ha rilanciato la necessità di rimettere al centro la persona, le relazioni, la fiducia e la prossimità, sottolineando come senza questi beni immateriali anche i mercati entrino in crisi. Beccalli ha infine richiamato l’attualità delle banche di comunità e delle forme di credito cooperativo, vedendovi un’eredità ancora viva della lezione francescana: un’economia e una finanza capaci di prendersi cura, sostenere i territori e accompagnare uno sviluppo davvero umano.

I primi vespri e la memoria del Transito

L’incontro si è concluso là dove tutto ebbe compimento: nella Porziuncola, con un momento di raccoglimento e di memoria presso la Cappella del Transito, nell’anno dell’Ottocentenario della morte di Francesco d’Assisi.

A suggellare simbolicamente il tema della serata è stato anche il cero acceso per la cappella, sul quale è stato raffigurato un episodio tratto dalle fonti francescane: Francesco, mosso da compassione, decide di acquistare una pecorella destinata al gregge, grazie anche all’aiuto provvidenziale di un mercante che offre il denaro necessario. Un gesto semplice ma profondamente eloquente, in cui il commercio diventa strumento di salvezza e di cura, capace di restituire dignità e vita, in sintonia con il tempo pasquale. Il cero, realizzato dalle Clarisse di San Severino – alle quali, secondo la tradizione, lo stesso Francesco affidò poi l’animale – ha accompagnato la preghiera dei solenni vespri presieduti da Fra Giampaolo Possenti, Visitatore generale della Provincia Serafica S. Francesco d’Assisi, nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli. Al termine, la memoria del Transito, nella cappella che custodisce gli ultimi istanti del Santo, ha riportato i presenti a quella sera del 3 ottobre 1226, che ancora oggi rivive, in modo solenne, ogni mese.

Il quinto incontro di sabato 2 maggio sul tema “Francesco e le periferie” vedrà la partecipazione di Marco Bartoli, Professore di Storia del Francescanesimo alla Pontificia Università Antonianum – come storico e di Don Sergio Massironi, Professore di teologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – come attualizzatore. Moderatrice dell’incontro sarà Francesca Di Maolo, Presidente dell’Istituto Serafico di Assisi. L’incontro si pone come occasione di riflessione sul significato teologico e umano dell’attenzione di San Francesco per gli emarginati, i poveri e quanti vivono ai margini della società.

Diretta streaming sui canali ufficiali della Provincia Serafica e attraverso la app “Francesco con me”

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